
Dentro il cofano c’è il 2.0 turbodiesel della famiglia FAME (Family of Modular Engines), con basamento in alluminio e trattamento Nanoslide, una tecnologia sviluppata per ridurre gli attriti. Il quattro cilindri è abbinato al sistema mild hybrid a 48 volt, con motore elettrico integrato nel cambio automatico 9G-Tronic: fino a 23 CV e 205 Nm di supporto nelle fasi in cui serve più spinta. Il risultato atteso è una risposta più pronta ai bassi regimi e uno Start-Stop meno avvertibile.
La sorpresa, però, può arrivare nelle manovre. A richiesta (come per la versione precedente), l’asse posteriore sterzante fino a 2,5 gradi riduce il diametro di sterzata a 10,64 metri: alle basse velocità le ruote posteriori girano in direzione opposta a quelle anteriori, aiutando la Wagon a chiudere le curve; oltre i 100 km/h sterzano invece nello stesso senso, a vantaggio della stabilità nei cambi di corsia.
L’assetto rivisto, con quadrilatero anteriore e multilink a cinque bracci al posteriore, punta a contenere il rollio senza compromettere il confort sulle sconnessioni. Ma il suo numero migliore resta quello alla pompa.
Durante il test i consumi si sono attestati fra i 4,5 e i 5 l/100 km: con un serbatoio da 66 litri, l’autonomia



