
di Pietro Mella Bitti
Fabrizio Giugiaro rivisita la Topolino e parla della crisi del design
Si può partire da una Topolino. Non quella storica, ma la piccola elettrica che Fabrizio Giugiaro e Lapo Elkann hanno trasformato in due esercizi di design, Top.L e Top.J. Un progetto nato dalla voglia di «divertirci facendo design» e di vedere «fin dove potevamo spingerci» partendo da un’automobile semplice e accessibile. Ed è forse proprio questa parola, divertente, quella che secondo Fabrizio Giugiaro oggi manca di più quando si parla di progettare automobili.
Partiamo dalla Topolino: è ancora possibile divertirsi facendo design?
«Assolutamente sì. La Topolino dimostra che non servono necessariamente one-off da milioni di euro. Prendi una vettura da 5 mila euro e, con due o tre tocchi, puoi fare qualcosa di personale, magari anche bello. Il design non ha confini e deve continuare a essere un lavoro divertente. Ma soprattutto non è solo stile: design significa progetto. Significa analizzare tutto il sistema, capire come una vettura deve funzionare, come deve essere costruita e utilizzata. Il successo è l’abbinamento tra funzionalità e design: una macchina deve funzionare bene, ma deve anche avere personalità».
Che cosa è cambiato rispetto all’epoca d’oro




