I fondamentali: trazione, rigidità e gomme
Il Red Bull Ring è un tracciato ingannevole: dieci curve, pochi chilometri, ma una sequenza continua di staccate violente e accelerazioni brutali. La natura stop-and-go premia il setup orientato alla trazione, con vetture tendenzialmente rigide per aggredire i cordoli ribassati. L’aria è un po’ più rarefatta per via dei 700 metri di quota che riduce l’ossigeno disponibile e complica il raffreddamento di power unit e impianto frenante, imponendo carichi aerodinamici su valori più medi che bassi.
Lo stress longitudinale prevale su quello laterale, con un degrado soprattutto termico concentrato sul posteriore; attenzione comunque alle curve 4, 7 e 8, dove la componente laterale torna a pesare. La Pirelli conferma la scelta delle tre mescole più morbide della gamma (C3, C4 e C5). Sul fronte strategia, nonostante un’usura contenuta, il forte degrado termico e le gomme soft rendono concreta l’ipotesi delle due soste. Occhio, infine, alla safety car: su un tracciato così corto e compatto, una neutralizzazione può ribaltare la gara, come si è visto proprio in Spagna.
Dove vedere il GP d’Austria in TV
Il Gran Premio d’Austria sarà trasmesso in diretta integrale su Sky Sport F1 e in streaming su Now, con tutte




