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Ex Ilva, licenziamenti sospesi per i 2.500 dell’indotto. Alta tensione governo-sindacati

di Claudia Voltattorni

Ieri nuovi incontri a Palazzo Chigi con associazioni, enti locali e sindacati. Mantovano: non è esclusa partecipazione pubblica in ex Ilva. Ma i sindacati chiedono impegni concreti per i lavoratori. Oggi udienza del tribunale sull’area a caldo di Taranto

Stop ai 2.500 licenziamenti nelle aziende dell’indotto dell’ex Ilva, in attesa della decisione della Corte d’appello di Milano sulla chiusura dell’area a caldo. È il primo e immediato risultato del nuovo giro di incontri di ieri a Palazzo Chigi tra rappresentanti del governo e il mondo dell’ex Ilva – associazioni datoriali, sindacati, enti locali, commissari. Alle associazioni rappresentative delle aziende dell’indotto, il sottosegretario Alfredo Mantovano ha chiesto di sospendere le procedure di licenziamento dei 2.500 lavoratori annunciate nei giorni scorsi. «Per senso di responsabilità» Aigi e confederazione Aepi hanno accettato: «Un richiamo a cui non ci siamo potuti sottrarre – ha detto il presidente di Aigi Nicola Convertino – di fronte anche alle garanzie sulla continuità produttiva e di un nuovo tipo di acciaio green e forni Dri». Un’occasione, ha aggiunto Mino Dinoi, presidente Aepi, «per dimostrare quando il sistema si mette insieme, ma il nostro obiettivo non era licenziare ma far arrivare il grido

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