
Federacciai e 14 imprese associate presentano una manifestazione di interesse non vincolante per l’area a freddo. Le condizioni: presenza dello Stato nel capitale e forniture di energia a prezzi agevolati
Federacciai, l’associazione delle imprese siderurgiche italiane, ha presentato ieri una manifestazione di interesse («preliminare e non vincolante», dicono fonti vicine al dossier) per gli stabilimenti ex Ilva. In particolare per l’area a freddo, quindi esclusi gli altoforni. Il testo, due paginette in tutto su carta intestata Federacciai, è stato sottoscritto, oltre che dalla stessa associazione degli acciaieri, da 14 imprese associate: Abs – Acciaierie Bertoli Safau, Acciaieria Arvedi, Acciaierie Venete, Advanced Steel Solutions (gruppo Asonext), Afv Acciaierie Beltrame, Alfa Acciai, Compagnia Siderurgica Italiana, Duferco Travi e Profilati, Feralpi Siderurgica, Ferriera Valsabbia, Lucchini RS Holding, Marcegaglia Carbon Steel, Ori Martin e Rubiera Special Steel. Non fanno parte della cordata, come del resto era facile aspettarsi, Riva e Amenduni che partecipavano, con diversi livelli di impegno, alla gestione coinvolta nel 2012 nel contenzioso sulla gestione ambientale.
L’assist dei giudici
La manifestazione di interesse è arrivata dopo che a fine luglio una sentenza della corte d’appello di Milano ha fatto precipitare la situazione, ordinando la chiusura entro il 28 ottobre dell’area a caldo. Paradossalmente,




