di Enrico Marro
I 14,4 miliardi di nuovo deficit concesso dall’Ue potranno essere utilizzati per nuove agevolazioni su efficienza e risparmi energetici: auto, case, uffici (e nucleare), le novità
Famiglie, settore pubblico, imprese, infrastrutture di trasporto, settore energetico. Sono i 5 campi nei quali l’Italia potrà spendere 14,4 miliardi di euro, senza che questa spesa venga conteggiata ai fini della regola Ue del deficit non superiore al 3% del Pil. Ieri la commissione europea ha stilato un elenco «esemplificativo e non esaustivo» di 22 misure che possono rientrare nella deroga al Patto di stabilità concessa per la sicurezza e l’autonomia energetica, accelerando la transizione dalle fonti fossili alle rinnovabili. Via libera agli investimenti nelle centrali nucleari, alle pompe di calore, al solare, alle batterie domestiche, alle ristrutturazioni e alle colonnine di ricarica, restano fuori invece gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche. Ma il documento fissa anche paletti che costringeranno il governo a rivedere i suoi piani.
Doccia fredda per il governo
Così il ministro della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, da una parte è soddisfatto che la Ue abbia «incluso gli investimenti sul nucleare tra quelli finanziabili», ma dall’altra sottolinea che sono necessari «approfondimenti




