
di Redazione Spettacoli
L’attrice, 94 anni, si commuove quando riceve il Premio dalle mani presidente della giuria del concorso internazionale di quest’anno, Maggie Gyllenhaal,
Davanti alla standing ovation che ha ricevuto sul palco della Sala Grande al
Lido, non ha trattenuto la commozione Ellen Burstyn, una delle più
grandi interpreti del cinema americano, alla quale la Mostra del Cinema
di Venezia rende omaggio con il secondo Leone alla carriera, dopo quello
attribuito in apertura a George Clooney. «Così mi fate piangere» ha detto la
grande attrice, classe 1932, elegante in un lungo abito giallo girasole con
giacca in tinta -. Ho capito che un premio alla carriera non è solo una
testimonianza di ciò che hai effettivamente realizzato, ma anche di ciò
che hai imparato».
Come interprete «mi dà grande soddisfazione continuare a rimanere in contatto con la generazione più giovane. Ho scoperto che i registi di talento sono al massimo della loro creatività all’inizio della carriera, ma dopo aver girato qualche film e aver attraversato quella che io chiamo la fabbrica di hamburger di Hollywood – ha concluso – loro perdono parte della loro innocenza, della loro creatività spontanea». A chi infine le ha chiesto quali storie valga la pena di raccontare oggi, ha risposto sorridendo: «Il mio Paese




