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Elezioni, Colombia divisa. Al ballottaggio l’ultrà trumpiano «El Tigre» minaccia Cepeda, l’erede di Petro

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di Sara Gandolfi

Al ballottaggio per la presidenza, il 21 giugno, Abelardo. Dopo il suo scatto a sorpresa raggiunge il 44% e insidia il progressista, ex favorito, fermo al 41%

Voto ad altissima tensione, con un testa a testa fra due figure agli antipodi, per le presidenziali in Colombia: il candidato di estrema destra Abelardo De La Espriella, 47 anni, detto «El Tigre», e il candidato di sinistra Iván Cepeda, 63 anni, erede politico dell’attuale presidente Gustavo Petro sono arrivati quasi pari al primo turno elettorale, rispettivamente con il 44% e il 41% delle preferenze. È dunque un Paese spaccato a metà e insanguinato dalla peggiore ondata di violenza dell’ultimo decennio quello che il prossimo 21 giugno, al ballottaggio, dovrà decidere chi guiderà il Paese per i prossimi quattro anni, a partire dal 7 agosto quando terminerà il mandato di Petro.
Come previsto dai sondaggi, nessuno dei 12 candidati in lizza ha ottenuto il 50% più 1 dei voti per passare al primo turno. È sorprendente, però, il risultato dell’imprenditore filo-trumpiano De La Espriella che, contro i pronostici della vigilia, è arrivato primo, sorpassando in volata Cepeda. Grande delusione, invece, per la senatrice Paloma Valencia, 48 anni,

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