
Un sospiro di sollievo per i 1.719 lavoratori a rischio. E in particolare per lo stabilimento di Cerreto D’Esi che era a rischio chiusura. Ora parte la trattativa
Tregua di 50 giorni con la sospensione del piano di licenziamenti e
chiusure e l’apertura di un confronto. È un primo risultato per la vertenza su Electrolux in Italia che vede a rischio 1.719 posti di lavoro. Ma, come sanno gli stessi sindacati «la battaglia non è ancora vinta». Lo fanno presente Fim, Fiom e Uilm parlando ai lavoratori in presidio al Mimit, al termine del tavolo su Electrolux.
«Primo passo della battaglia»
Per Davide Sperti (Uilm) «è un primo passo importante, non è ancora la soluzione ma si è aperta una discussione» ed è stato modificato l’ordine del giorno con cui l’azienda voleva affrontare la vertenza».
Insomma, «li abbiamo fermati, abbiamo vinto, avete vinto, ma la
battaglia non è finita», dice Michele De Palma (Fiom). Per i sindacati, è stato
preso «un importante impegno politico che però valuteremo alla prova dei fatti» aspettando «un piano che chiediamo sia condiviso con noi». E se Ferdinando Uliano (Fim) parla di «un impegno importante preso dal governo anche in sede europea» sul settore degli elettrodomestici, per la Fiom quella di oggi è




