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Editors: «Non ci importa degli stadi e odiamo i prezzi folli dei concerti. Siamo rock star riluttanti»

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di Barbara Visentin

Il gruppo britannico torna il 30 ottobre con il disco «Surface, Echo & Sound», una «risposta emotiva a questi tempi difficili»

L’ansia e il rumore di fondo del mondo moderno pervadono «Surface, Echo & Sound», nuovo disco degli Editors che dopo tre album imperniati sull’elettronica, culminati con «EBM», sono tornati alle chitarre e a un metodo di lavoro più tradizionale. 

Le circostanze esterne non sono scollegate dalla musica che ne è derivata: «Volevamo fare qualcosa di autentico, vero e semplice, forse inconsciamente anche in risposta a questo presente sorretto dalla tecnologia – dice Tom Smith, frontman della rock band britannica – ed è stato molto bello ritrovarci insieme a scrivere i pezzi alla chitarra, senza alcun computer in vista, in maniera un po’ vecchio stile». 

Il nuovo album, in uscita il 30 ottobre, incamera le preoccupazioni dei nostri tempi, «il rumore spaventoso della guerra, della politica, della mancanza di filtri con cui guardiamo i nostri telefoni» e si pone come un rifugio dagli eventi. «Sono 20 anni che scrivo canzoni che parlano della paura, ma l’ansia oggi arriva dal mondo in cui viviamo, stiamo attraversando un momento di tensioni senza precedenti –

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