
di Alessandro Zuin
Nel frattempo, le rappresentanze sindacali dei dipendenti di E-Pharma hanno proclamato lo stato di agitazione per le incertezze legate al passaggio di proprietà e una «mancanza di trasparenza» da parte di Unifarm
L’operazione era stata resa pubblica all’inizio di agosto, il closing risulta previsto entro la fine dell’anno ma, rispetto all’accordo annunciato tra Unifarm e Wise Equity per la cessione al fondo d’investimento milanese della maggioranza (il 60% delle quote) della controllata E-Pharma, c’è un terzo attore che vorrebbe essere messo nelle condizioni di recitare la propria parte. Si tratta dell’azienda veneta Sila, di Noale (Venezia), guidata dal titolare Maurizio Lorenzon, il cui interessamento per E-Pharma era stato manifestato oltre un anno fa. Attraverso il suo consulente legale, l’avvocato Roberto Limitone dello studio Solving di Padova, Sila ha formalizzato a Unifarm la propria offerta industriale per rilevare la maggioranza di E-Pharma, ottenendo però dal suo presidente, Paolo Cainelli, soltanto una generica risposta, relativa al fatto che la medesima Unifarm ha già preso determinazioni diverse (cioè la cessione al fondo Wise) e perciò non è interessata ad avviare altre negoziazioni. Questo nonostante Sila sia un’azienda che potrebbe sviluppare interessanti sinergie con il business farmaceutico di




