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E a Hormuz le «rotte ombra» a trasponder spenti stanno riaprendo lo Stretto (anche per i sauditi): il record «nascosto» del 21 settembre

di Stefano Agnoli

Dopo gli attacchi all’oleodotto East-West, Riad torna a usare lo Stretto di Hormuz per esportare il greggio. Sei superpetroliere hanno caricato quasi 12 milioni di barili: un record dall’inizio della guerra

Che cosa accade in questi giorni a Hormuz, dopo gli attacchi con i droni che hanno colpito l’oleodotto saudita East-West e hanno spinto il petrolio a sfiorare i 110 dollari al barile?

Secondo i dati sui carichi raccolti da Kpler, la società di analisi dei flussi energetici e marittimi, il 21 settembre è stato, per il grande complesso petrolifero saudita, il giorno più intenso da prima dello scoppio del conflitto. Sei superpetroliere nello stesso giorno, quasi 12 milioni di barili di greggio caricati tra Ras Tanura e Juaymah, sulla costa orientale della penisola arabica. Un record, dietro al quale c’è però una storia iniziata prima.

Il transito di barili di petrolio

Da quando è scoppiata la guerra, lo Stretto è quasi sigillato. Secondo l’agenzia americana per l’energia (Eia), nel secondo trimestre vi sono transitati in media 4,9 milioni di barili al giorno tra greggio e prodotti, contro i 21,6 di fine 2025

Riad ha spostato il suo export a ovest, lungo

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