di Mariarosaria Taddeo*
Il caso Starshield in Ucraina rivela un paradosso delle guerre moderne: interrompere l’accesso a una tecnologia strategica può rallentare le operazioni militari, ma non fermarle. E il «potere di dire no», tradizionale strumento di pressione internazionale, rischia di trasformarsi in un nuovo fattore di instabilità
La digitalizzazione della difesa riguarda le strategie e le tattiche di guerra, ma anche gli strumenti politici che aiutano a fermarla. Il rallentamento di Starshield in Ucraina, la scorsa settimana, e l’avvilente rimpallo fra l’amministrazione Trump ed Elon Musk sulla paternità della decisione mostrano come il digitale trasformi uno strumento importante della stabilità internazionale: il potere di negare.
È uno strumento antico e dai molti nomi, è stato chiamato potere di interrompere, vulnerabilità, leva del fornitore, technology denial, chokepoint, erosione della sovranità digitale. È in sostanza il potere di chi può negare ciò che più serve, quando più serve. La comunità internazionale lo usa per provare a mantenere la stabilità.
Nel 1919 la Società delle Nazioni inserì nel Patto le sanzioni economiche per fermare le guerre senza combatterle. Nel 1950 Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia si accordarono per limitare le armi a Israele e agli Stati arabi, per




