Home / Sport / Dopo un infortunio al crociato, tornare in campo non basta: cosa serve per tornare quelli di prima

Dopo un infortunio al crociato, tornare in campo non basta: cosa serve per tornare quelli di prima

Tornare in campo e tornare al proprio livello di prestazione sono due traguardi diversi. Il secondo è più complesso e dipende anche dal cervello

Dr. Marco Gastaldo*

17 luglio – 18:07 – MILANO

Anche i Mondiali 2026 hanno riportato sotto i riflettori uno degli infortuni più temuti dagli sportivi: la rottura del legamento crociato anteriore. Alcuni giocatori, come il belga Amadou Onana, si sono fermati durante il torneo. Altri, da Rodrygo a Xavi Simons, hanno dovuto rinunciare ai Mondiali ancora prima di scendere in campo. Quando succede, la prima domanda è sempre la stessa: quando potrà tornare in campo?

Nel calcio professionistico, dopo la ricostruzione del legamento crociato anteriore, il rientro avviene in media tra i sette e i nove mesi. Ma questo dato racconta solo una parte della storia. C’è una domanda ancora più importante: quando un atleta torna davvero quello di prima? Tornare in campo e tornare al proprio livello sono due traguardi diversi. Il primo si misura con il calendario. Il secondo dipende da un recupero molto più complesso, che coinvolge non solo il ginocchio, ma tutto il sistema che controlla il movimento.

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: