
di Nicolò Delvecchio
La comunicazione della terza commissione del Csm arriva dopo l’ennesima bocciatura alla proposta del governatore Decaro, che lo voleva come suo consulente giuridico. La decisione deve essere comunicata entro il 25 aprile
Michele Emiliano avrà tempo fino al 25 aprile per indicare al Consiglio superiore della magistratura una sede, diversa dalla Puglia e dalla Basilicata, per tornare a vestire la toga dopo 23 anni di aspettativa. Il termine (di 10 giorni) è stato indicato in una comunicazione formale all’ex governatore dalla terza commissione del Csm, la stessa che, per tre volte, aveva bocciato la richiesta della giunta regionale di mettere Emiliano «fuori ruolo» per ricoprire l’incarico da consulente giuridico di Antonio Decaro, suo successore alla presidenza.
L’incarico non può essere concesso in regime di aspettativa (lo vieta espressamente la legge Severino) ma, per Palazzo Spada, Emiliano non può essere messo fuori ruolo. E questo perché l’istituto del fuori ruolo è pensato in termini di vantaggio per la magistratura: chi ne gode, infatti, deve poter «giovare» di quell’esperienza una volta tornato a vestire la toga. Ma Emiliano, a luglio, compirà 67 anni.
Nella lettera inviata dal Csm a Emiliano si chiede quindi all’ex




