
di Francesco Battistini
Versioni contraddittorie sull’ipotesi di un vertice martedì a Doha, in Qatar: ma in attesa dl 4 luglio né Washington né Teheran hanno interesse a rialzare la tensione
DAL NOSTRO INVIATO
GERUSALEMME – A Muscat, a Muscat. Non per fare altra guerra, ma per trovare almeno lì uno spiraglio di pace e aprire Hormuz. Gl’iraniani smentiscono le indiscrezioni uscite domenica sera su un incontro con gli americani in Qatar. Per ora, non si vedranno, dicono: e di sicuro, non domani. Trump dissente: l’Iran, scrive su Truth, ha chiesto un incontro, e questo meeting avverrà dunque domani, martedì, a Doha. Punto (esclamativo).
Lo scopo del vertice – che avvenga davvero o meno: lo si scoprirà presto – sarebbe quello di sospendere gli attacchi degli ultimi giorni, dei quali ciascuno attribuisce all’altro la responsabilità: una condizione necessaria per la completa riapertura dello Stretto, visto che nei tre giorni tra venerdì e domenica – mentre riprendevano i bombardamenti su postazioni iraniane e su basi Usa in Bahrein e in Kuwait – sono passate solo 48 navi (contro le 70 del solo mercoledì scorso). «Per il momento», le parti annunciano solo di voler frenare l’escalation.




