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Discussioni infinite e battute sui compiti della sinistra, Fabio Mussi non smetteva di studiare

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di Walter Veltroni

La morte di Fabio Mussi, il ricordo dell’amico di sempre Walter Veltroni: la famiglia operaia, la filosofia alla Normale e una vita politica

È difficile scrivere in morte di un amico. Di una persona con la quale hai condiviso decenni di vita comune, di sogni, delusioni, discussioni, speranze. Fabio Mussi era davvero unico. Aveva solo qualità, non riuscirei a trovargli un difetto. Lo dico senza quella bambagia che l’epitaffio porta con sé, anche in questi tempi ruvidi. 

Figlio di una famiglia operaia, il padre senza il dono della vista, Fabio ha sempre amato studiare, tanto. Si è laureato alla Normale di Pisa discutendo una tesi su una sua passione filosofica e poi politica, la Scuola di Francoforte e il pensiero di Adorno, così rilevanti nel dibattito a sinistra tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio del decennio successivo. Poi il suo lavoro nel Pci, al quale si era iscritto molto giovane. Aveva talento, una profondità culturale che allora era richiesta per esercitare ruoli di direzione politica. Entrò molto giovane nel Comitato centrale e, per far capire la pasta dell’uomo, nella riunione del massimo organismo del Pci che nel 1969 decise la radiazione dei

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