
di Mary Tota
L’aumento della leva fiscale è l’ipotesi peggiore che verrà illustrata ai ministeri di Sanità e Finanze per ripianare il disavanzo di 369 milioni di euro del 2025, ma anche per evitare di trovarsi nella stessa situazione a fine 2026
Tre anni: tanto durerà l’aumento dell’Irpef in Puglia per tenere testa al disavanzo sanitario. La Regione si prepara all’appuntamento con i ministeri della Sanità e delle Finanze, prevedendo la peggiore delle ipotesi. Del resto il ragionamento è semplice: prepararsi al peggio, perché tempo per migliorare la situazione e ridurre le addizionali, ce ne sarà.
La necessità di azionare la leva fiscale per un tempo prolungato non è dettata solo dall’urgenza di riequilibrare il disavanzo della sanità da 369 milioni di euro nel 2025, piuttosto è per tentare di non arrivare nella stessa condizione d’emergenza tra un anno e tra due.
Le proiezioni, infatti, consegnano già un quadro complesso per il prossimo anno e, nonostante andranno a regime tagli e razionalizzazione della spesa imposti dal presidente della Regione Antonio Decaro, anche per il 2027. Questo perché i costi, visto il quadro internazionale in continua evoluzione, continuano ad aumentare. Dunque, è il ragionamento, inutile tergiversare troppo: alzare le




