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Dieci anni di Unioni civili, le “prime” 622 pensioni di reversibilità pagate ai superstiti

di Diana Cavalcoli

A dieci anni dalla legge, i beneficiari sono 622 e sono per tre quarti uomini. Chi ha ricevuto la pensione di reversibilità da unione civile ha in media circa 60 anni per gli uomini e 58 per le donne

Il 5 giugno 2016 entrava in vigore la Legge Cirinnà, che ha introdotto in Italia le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Dieci anni dopo, il Rapporto annuale dell’Inps misura per la prima volta un effetto previdenziale che all’epoca fu discusso in astratto: l’equiparazione al matrimonio ai fini della pensione ai superstiti. Perché la legge non si limitò a riconoscere le coppie: stabilì che le norme sul matrimonio si applicano anche alle parti dell’unione civile, e da lì discende il diritto del partner superstite alla reversibilità. Diritto che leggiamo ora nei numeri.

Le unioni civili in Italia

Tra il 2016 e il 2025 si sono costituite in Italia 27.149 unioni civili, il 61% tra uomini. Al 31 dicembre 2025 l’Inps ha liquidato 622 pensioni ai superstiti da unione civile: 486 a uomini (78,1%) e 136 a donne (21,9%). Dopo i 7 casi del 2016, primo anno parziale, le liquidazioni sono cresciute fino a stabilizzarsi

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