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Di Domenico (Bcg): «L’intelligenza artificiale? Cambia le aziende ma servono competenze»

di Nicola Saldutti

Secondo l’ad di Bcg Italia «il giudizio umano sarà ancora più importante»

Si potrebbe cominciare da un numero: «La strategia al 2030 di Bcg, che ho collaborato a disegnare, è all’80% collegata a quanto sta succedendo con l’intelligenza artificiale e unisce la nostra visione strategica all’AI applicata», spiega Davide Di Domenico, Managing Director e Senior Partner del gruppo di consulenza strategica Usa e ceo per il sistema del Mediterraneo e dei Caspi.

Un cambiamento che passa innanzitutto dal coinvolgimento dei colleghi «ed è il primo che affrontiamo da leader di mercato, con circa 33 mila dipendenti coinvolti. Cambierà tutto? In realtà i fondamentali della consulenza cambiano pochissimo. Il nostro lavoro resta quello di affiancare aziende e ceo su temi strategicamente rilevanti per il raggiungimento dei loro obiettivi e di un impatto che ripaghi il loro investimento».

La questione riguarda tutti, chi sopravviverà all’AI? Chi riuscirà a trarne i vantaggi maggiori?
«Ad oggi, è possibile creare impatto positivo in maniera più profonda con l’intelligenza artificiale e sta già avvenendo. Penso che le nostre persone assumeranno sempre di più un ruolo di “orchestrazione” ovvero la capacità di combinare conoscenza, tecnologia ed execution end-to-end, per

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