
di Lorenzo Nicolao
Il docente di Economia aziendale dell’Università di Trento su alcuni dossier caldi: Cassa Centrale Banca, A22 e Dolomiti Energia
«Si parte da concetti economici, ma le scelte sono spesso politiche, se non addirittura antropologiche». Il professore ordinario di Economia aziendale dell’Università di Trento Michele Andreaus riflette sulle possibili prospettive economiche e finanziarie della Provincia. Cassa Centrale Banca, A22, Dolomiti Energia, sono solo alcuni dei dossier che potrebbero ridisegnare in futuro il peso e le scelte delle amministrazioni territoriali.
Con l’uscita dell’ad Sandro Bolognesi, dopo una gestione trentennale, la sede di Cassa Centrale rischia di spostarsi in altre regioni, dopo un oggettivo rafforzamento del posizionamento nel panorama bancario nazionale?
«L’addio di una figura importante come Bolognesi può essere fisiologica, quindi non compromette nell’immediato la permanenza di Cassa Centrale Banca in Trentino. In prospettiva futura qualche punto di attenzione in più potrebbe esserci, partendo da chi sarà la nuova guida. Quasi sicuramente non sarà più un trentino, alla luce delle divisioni e della maggioranza venuta meno, a fronte di un nuovo ciclo. Che la sede rimanga qui è previsto anche dallo statuto, ma se nell’arco di qualche anno si riprendessero discorsi come la fusione con il Gruppo



