
di Silvia Madiotto
Il ministro Urso: entro giugno all’Ue lo studio di fattibilità. Si attende la visita dei tecnici di Bruxelles e del commissario europeo
Uno studio di fattibilità da sottoporre alla Commissione Europea entro giugno, elaborato da tre ministeri (Imprese, Ambiente, Infrastrutture), per trasformare Porto Marghera in un hub per lo stoccaggio delle materie prime critiche. Ma anche, nelle intenzioni del ministro Adolfo Urso, in un polo industriale strategico per la raffinazione e il riciclo. Il titolare del Mimit ieri mattina, 8 maggio, ha dettato un cronoprogramma molto stretto: la prossima settimana è prevista la visita dei tecnici di Bruxelles all’area logistica e produttiva portuale, e nel giro di un mese bisognerà depositare un progetto affinché la candidatura del Veneto diventi realtà. Quale potrebbe essere il sito specifico, quanto potrebbe valere l’investimento, quanto potrebbe durate il cantiere, ecco: questo andrà stabilito. Ma Urso è sicuro: Marghera ha le carte in regola.
«Due siti pilota, a nord e a sud»
«Mi sono confrontato con alcune imprese che hanno intenzione di collocarsi qui per attività di raffinazione e riciclo, due hanno già sottoposto al governo dei progetti – annuncia il ministro -. E anche con multinazionali che operano in




