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Dazi Usa sui droni, al 100% per la Cina (meno per la Ue): così Trump spera di spezzare l’egemonia di Pechino

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Il presidente degli Stati Uniti ha introdotto tariffe doganali sui droni importati. Punta a tutelare la sicurezza nazionale: si apre un altro capitolo della guerra commerciale con la Cina

Donald Trump impone altri dazi. Gli Stati Uniti hanno introdotto tariffe doganali sui droni importati: lo scopo è quello di tutelare la sicurezza nazionale e di difendere l’industria domestica in questo settore, come annunciato dallo stesso presidente Usa. L’imposta sarà del 100% sui droni con peso al decollo superiore ai 25 kg, per quelli dotati di telecamere termiche, per le stazioni di ricarica e per alcuni componenti, mentre scende al 25% per quelli di dimensioni inferiori. 

Lo sconto per Ue, Regno Unito, Giappone e altri partner commerciali

Tariffe di importo minore verranno applicate sui prodotti provenienti dall’Unione europea, dal Giappone, dal Liechtenstein, dalla Corea del Sud, dalla Svizzera e da Taiwan. Sui droni del Regno Unito viene applicata invece una tariffa del 10%, a condizione che tutto l’hardware, il software e la tecnologia provengano da Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, oltre che dagli Stati Uniti. L’ordine dell’amministrazione Trump, inoltre, autorizza il Segretario al Commercio ad avviare un programma di «onshoring» destinato alle aziende che investono nella produzione interna di droni e componenti.

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