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Dall’Imperial College alla corsa dell’Ai: i ricercatori italiani che puntano sull’energia (sostenibile) con micro data-center

di Fabio Savelli

Alessio Lodge e Bianca Giovetti si sono conosciuti all’Imperial College di Londra. Dalla ricerca sulle batterie alla startup Ambra Compute, la loro scommessa è portare la potenza di calcolo dove l’energia è disponibile

La corsa all’intelligenza artificiale non si gioca soltanto sui chip di Nvidia o sui modelli linguistici che alimentano ChatGPT. Sempre più spesso il vero collo di bottiglia è l’energia. E proprio da questo problema è nata Ambra Compute, startup fondata dagli italiani Alessio Lodge e Bianca Giovetti, che tra Londra, Stanford e la Silicon Valley stanno lavorando a un nuovo modello per alimentare i data center del futuro. La loro storia inizia all’Imperial College di Londra, uno dei centri accademici più prestigiosi al mondo per l’ingegneria e le scienze applicate. È qui che si incontrano e scoprono di condividere la stessa convinzione: la transizione energetica e la rivoluzione dell’intelligenza artificiale sono destinate a convergere.

I percorsi

I loro percorsi, però, partono da mondi molto diversi. Alessio Lodge nasce a Croydon, nel sud di Londra, da padre inglese e madre italiana originaria dell’Abruzzo. Trascorre parte dell’infanzia ad Alghero, in Sardegna, e cresce tra Italia e Regno Unito. Dopo gli studi al Politecnico

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