di Isidoro Trovato
Il gruppo dell’hotellerie, dopo l’albergo di Roma (con il brand Cloud 7) punta a dieci aperture nel Paese. Knippenberg, ceo: «Destinazioni meno battute e progetti a misura di territorio»
La definizione è un po’ criptica ma efficace: Kerten Hospitality non è una società alberghiera nel senso tradizionale del termine, è un destination builder. «Si tratta della definizione più adatta a un player come noi che è entrato nel mondo dell’hotellerie con un format diverso — spiega Marloes Knippenberg, ceo di Kerten Hospitality —. Stiamo ridefinendo il concetto stesso di ospitalità, mettendo al centro cultura, comunità e una convinzione precisa: il futuro del viaggio appartiene ai luoghi dotati di un’anima autentica. Storia, tradizioni culinarie, artigianato, architettura: ogni elemento diventa parte integrante del progetto, senza sovrapposizioni artificiali».
Kerten Hospitality è un operatore irlandese con sede a Dubai e presenza tra Medio Oriente, Africa ed Europa: gestisce oggi undici strutture e sviluppa oltre 55 progetti su tre continenti, attraverso 12 brand proprietari che spaziano dagli hotel urbani ai resort di montagna, fino a destinazioni balneari e residenze branded.
Il portafoglio comprende oltre 60 progetti tra hotel, residenze e spazi di lavoro flessibili in più di dodici Paesi. «Il




