A giugno il calendario agricolo ha un momento preciso, quasi rituale: l’arrivo delle ciliegie. Si mangiano una dopo l’altra, senza misura, con quella leggerezza che pochi altri frutti concedono. E dietro questa semplicità apparente c’è una storia che attraversa continenti, simboli e cucine. Le origini riportano all’Asia Minore, tra le coste del Mar Nero. Da lì il ciliegio si diffonde nel Mediterraneo: in Egitto già nel VII secolo a.C., poi in Grecia, citato da Teofrasto, fino a Roma. È qui che la tradizione si mescola alla leggenda: sarebbe stato Lucullo, di ritorno dalla Cappadocia, a introdurre le varietà migliori.
Le ciliegie, originarie dell’Asia Minore, sulle coste del Mar Nero
Le ciliegie, originarie dell’Asia Minore, sulle coste del Mar Nero Più tardi Plinio il Vecchio ne descrive diverse tipologie nella Naturalis Historia, segno di una presenza ormai consolidata.




