
di Salvo Fallica
Droni, sensori e intelligenza artificiale arrivano negli agrumeti siciliani per affrontare la crescente scarsità d’acqua. Un progetto dell’Università di Catania e del Distretto Agrumi, sostenuto da Coca-Cola, punta a ridurre i consumi idrici e aumentare la resilienza delle aziende agricole
Per salvaguardare le risorse idriche occorre che l’agricoltura venga supportata da strumenti hi-tech sempre più sofisticati, con un’integrazione in chiave green.
Le ricadute negative degli effetti dei cambiamenti climatici sono noti in primo luogo agli agricoltori, ai contadini, agli allevatori siciliani. Molti produttori di agrumi lamentano da più di 25 anni la progressiva carenza d’acqua, la desertificazione di diversi territori; hanno anticipato anche le preoccupazioni degli scienziati, che più volte si sono confrontati con loro nel corso del tempo.
Il Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia e il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Catania hanno presentato un nuovo progetto sostenuto da Coca-Cola per la gestione sostenibile delle risorse idriche in agrumicoltura. La presentazione si è svolta presso l’azienda agricola Badiula di Carlentini, in provincia di Siracusa.
Piante e sistemi hi-tech, le nuove campagne
Al centro del progetto AgruMind vi è l’applicazione di tecnologie di precisione — sensori a terra di ultima generazione, stazioni meteorologiche, droni




