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Dai Monti Lessini il nuovo volto delle bollicine italiane: il riscatto della Durella

Dici spumante metodo classico e probabilmente il pensiero corre in Franciacorta, o nella zona del Trentodoc… e perché non ai Monti Lessini? Storie e tradizioni diverse, certo, ma anche vitigni diversi. Vogliamo mettere il lustro dello Chardonnay, alla base dei citati Franciacorta e Trentodoc ma anche dello Champagne, con la Durella della Lessinia? Ebbene sì: abbiamo ormai imparato a conoscere e riconoscere ottimi spumanti metodo classico basati sulle uve di questo vitigno, autoctono delle colline fra le province di Verona e Vicenza.

Le colline della Lessinia, tra Verona e Vicenza Le colline della Lessinia, tra Verona e Vicenza

Spumanti che si inseriscono perfettamente negli attuali trend di mercato, ma che paradossalmente sono ancora sconosciuti a una buona parte dei consumatori. Il fatto è che la rivalutazione e valorizzazione del Durello hanno origini relativamente recenti, una trentina d’anni fa, dopo che per lungo tempo è stato perlopiù utilizzato come vino da taglio. E poi c’era quell’equivoco dato dal fatto che qui si producono storicamente spumanti metodo Martinotti: oggi sono circa 700mila bottiglie, contro le 400mila metodo classico. Tutte, fino a oggi, accomunate sotto un’unica Doc. Fino a oggi, perché le cose stanno finalmente per cambiare.

Arriva la Doc

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