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Da Reagan a Obama, è fisiologico che alle elezioni di Midterm il presidente perda qualche seggio. Ma quanti? Ecco i precedenti, le eccezioni e gli scenari possibili

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di Massimo Gaggi

Se si guarda ai precedenti, un risultato negativo dopo due anni di presidenza è un dato normale: sconfitte di midterm sono state incassate anche da leader ben più popolari di The Donald, da Barack Obama a Ronald Reagan

America col fiato sospeso per le elezioni di midterm. Per il risultato ma anche, e forse soprattutto, per il timore di reazioni brutali di Donald Trump, notoriamente «allergico» alle sconfitte (e incapace di ammetterle in caso di debacle). C’è chi prevede il ripetersi dello scenario del 2020 con la denuncia di voto truccato per inesistenti frodi e chi teme addirittura azioni concrete (sequestri delle urne, seggi «militarizzati», mentre i Maga più radicali arrivano a chiedere la legge marziale).

I precedenti: da Obama a Reagan

Lo scenario più probabile è meno estremo: Trump che continua a denunciare un sistema elettorale marcio, a mettere in dubbio l’affidabilità del voto, ma ne accetta il risultato. Tanto più che sulle schede non c‘era il suo nome: cosa che gli consente di dire che lo sconfitto non è lui. In realtà la perdita del Congresso gli costerebbe molto e Trump ci ha messo del suo nel trascinare in basso i repubblicani, soprattutto

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