Home / Politica / Csm, le divisioni dentro le toghe moderate e i «postumi» della sfida referendaria

Csm, le divisioni dentro le toghe moderate e i «postumi» della sfida referendaria

di Giovanni Bianconi

La corsa dell’ex deputato disperde i voti di Mi. Così una mossa nata a destra ha favorito i rivali

C’è un paradosso evidente nello spostamento a sinistra della componente togata del prossimo Consiglio superiore della magistratura (lo spoglio non è ancora ultimato, ma la distribuzione dei seggi è già abbastanza chiara). A determinarlo è stato il ritorno in campo di Cosimo Ferri, ex sottosegretario alla Giustizia in quota Berlusconi e poi deputato renziano, già leader della corrente moderata Magistratura indipendente e già componente del Csm, rimasto impigliato nel «caso Palamara-hotel Champagne» ma senza conseguenze disciplinari grazie all’immunità parlamentare. 

La sua candidatura «autonoma» ha diviso i voti delle toghe moderate, consentendo a lui di rientrare (con ogni probabilità) a Palazzo Bachelet, ma disperdendo molti altri voti sottratti a Mi. Risultato finale: una manovra nata all’interno della destra giudiziaria ha finito per favorire le toghe di sinistra.

Ad avvantaggiarsene è soprattutto il cartello autodefinitosi «Autogoverno diffuso», costituito intorno al consigliere uscente Roberto Fontana (ex Area democratica per la giustizia) e sostenuto apertamente dalle «toghe rosse» di Magistratura democratica: quattro consiglieri incasellabili nella sinistra giudiziaria, che vanno ad aggiungersi a quelli di Area, che dovrebbero

Tagged: