
Flavio è costretto al ritiro per un problema muscolare subito nel derby italiano all’Atp 500 di Vienna
Collaboratore
29 ottobre (modifica alle 21:58) – MILANO
Ci sono scene che valgono più di una partita, più di un risultato, persino più di un torneo. E quella andata che si è vista a Vienna è una di queste. Flavio Cobolli si arrende al dolore, è costretto al ritiro e scoppia in lacrime. Dall’altra parte della rete, Matteo Berrettini potrebbe pensare soltanto alla qualificazione ai quarti di finale. Invece no: si siede accanto all’amico sulla stessa panchina, lo abbraccia, lo consola e prova a dargli coraggio. Un’immagine potentissima, quasi inedita per uno sport come il tennis, dove la solitudine accompagna spesso anche i momenti più difficili. Dopotutto, sono letteralmente cresciuti insieme, con gli stessi sogni fin da bambini.
Il derby —
Il derby azzurro degli ottavi di finale dell’Atp 500 di Vienna finisce così, con un epilogo che nessuno avrebbe voluto vedere. Non per una questione di classifica, non per un passaggio a vuoto e non si pensa nemmeno alle Finals, ma per un problema muscolare che costringe Cobolli, numero 6 del mondo,




