
di Roberta Merlin
Caro energia, anche i Comuni in difficoltà Conte (Anci) incontra il ministro Pichetto
«Ci sono navi cariche di prodotti della nostra economia ferme lungo la rotta strategica di Hormuz, con milioni di euro di merci bloccate, consegne sospese e aziende lasciate nell’incertezza: container di vino fermi, spedizioni rallentate o respinte, e un export che rischia di incepparsi proprio mentre le imprese venete erano nel pieno della stagione commerciale». È l’allarme lanciato dal presidente del consiglio regionale Luca Zaia dal Vinitaly, in corso a Verona, dove l’eco della crisi mediorentale nello stretto di Hormuz si traduce in preoccupazioni concrete per imprese e filiere.
Blocco di forniture, pagamenti e programmazioni
«Quando si inceppa Hormuz non si blocca soltanto una rotta energetica decisiva per il mondo: si fermano forniture, pagamenti e programmazioni commerciali costruite in mesi di lavoro — spiega Zaia —. Il Veneto è una regione che esporta, che compete sui mercati internazionali. Qui a Verona sto raccogliendo la preoccupazione concreta di un danno economico che rischia di aggravarsi di ora in ora». Alcune aziende venete e trentine hanno già da diversi giorni merci ferme nello stretto, con casi emblematici come quello di un produttore di Prosecco



