di Leonard Berberi
Castlelake lavora per comprare la low cost. I governi temono che il fondo venda a pezzi il secondo vettore europeo: . Tutti i numeri
Il fondo americano che vuole comprare easyJet rassicura: se dovesse riuscire a mettere le mani sulla compagnia aerea l’intenzione non è smembrarla, vendendone gli asset per estrarre il massimo valore. Ma dal Regno Unito alla Svizzera, passando per la Commissione europea, l’assalto a sorpresa alla low cost britannica da parte di Castlelake preoccupa i palazzi della politica. Non tanto per l’operazione — ritenuta «normale» nella dinamica attuale dei cieli europei —, quanto per le ricadute sulla collettività. Tant’è che molti si chiedono: cosa accadrebbe se easyJet sparisse dal mercato?
Il peso nel continente
«Un posto in aereo ogni undici, sui voli intra-europei, oggi è offerto da easyJet», commenta al Corriere un funzionario di Bruxelles che lavora agli uffici dell’Antitrust Ue, la divisione che ha iniziato a interessarsi della vicenda. «Se la low cost dovesse smettere di volare — perché i nuovi proprietari trovano più appetibile cedere gli asset singolarmente — i cittadini Ue avrebbero molta meno possibilità di movimento e di scelta. Con un impatto negativo anche sulle tariffe che




