
Sfida tra due scuole di pensiero a Torino. Se il Napoli ha ritrovato i big, alla Juve manca l’orchestra
Volendo un po’ romanzare, e dare velocemente un’idea, è come mettere di fronte Guardiola e Mourinho. Rappresentanti di due “filosofie” magari distanti ma altrettanto vincenti: l’esaltazione del gioco o dei giocatori. Che è molto diverso dallo stucchevole dibattito sui giochisti e risultatisti, perché tutti – partendo da premesse e promesse diverse – ci tengono chiaramente a centrare il loro obiettivo. Dalle due scuole di pensiero – gioco o giocatori – bisogna tener fuori Ancelotti, che rappresenta forse la perfetta sintesi. E non a caso – perché i numeri spesso raccontano più di mille parole – ha vinto il totale delle Champions dei nostri due protagonisti iniziali: cinque, contro le tre di Guardiola e le due di Mourinho. Ma questo è un altro discorso.




