
di Alessandra Arachi
I due esponenti leghisti, marito e moglie, sostengono candidati diversi nella corsa al nuovo segretario
Usiamo un eufemismo: ripetere le parole usate da Gianna Gancia in una chat di leghisti non sarebbe elegante. La moglie di Roberto Calderoli non le ha mandate a dire. Lei per Matteo Salvini segretario non ha firmato: «La Lega di Umberto Bossi era altro».
Certo, era altro, si chiamava Lega Nord e Gianna ha coronato lì il suo sogno d’amore, era il 2001 e con Roberto Calderoli si conobbero in un evento di partito. Idillio, all’istante. Quindici anni dopo il matrimonio. Le divergenze politiche sono arrivate poi.
Un’ esplosione politica che fa effetto, perché Calderoli non soltanto è ministro nello stesso governo di cui Salvini è vicepremier. Ma è proprio un fedelissimo del segretario che oggi al MICO di Milano metterà la candidatura (e la faccia) sul tavolo di un congresso straordinario. In teoria non ci dovrebbe essere partita. Su 705 delegati soltanto 82 hanno messo la firma per la nuova candidatura di Massimo Garavaglia. Ma c’è la firma di Gancia tra quelle 82. Del capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. Mentre i governatori di Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia




