
Nell’asta di Nomisma, l’aureo da 8 dracme coniato dalla Zecca di Alessandria d’Egitto intorno al 261 prima di Cristo e tanti altri coni da decine di migliaia di euro
Ci sono monete che, per l’essenziale bellezza del conio e per il messaggio che mantengono vivo da secoli, lasciano a bocca aperta. È questo il caso dell’aureo da 8 dracme coniato dalla Zecca di Alessandria d’Egitto intorno al 261 prima di Cristo e che Nomisma (www.nomismaweb.com) nell’incanto di venerdì 11 e sabato 12 settembre propone a partire da 40 mila euro. L’immagine che domina il dritto del conio monetato (il rovescio è invece occupato da una doppia cornucopia) è quella di Arsinoe II, figlia di Tolomeo I Sotere, uno dei generali macedoni che alla morte di Alessandro Magno concorse alla spartizione dell’impero scegliendo per se l’Egitto. Dopo una vedovanza sposò Tolomeo II e non accontentandosi del semplice ruolo di moglie prese parte attiva alla vita del regno, distinguendosi nella politica estera, tanto da essere stata la prima dona al mondo ad essere citata in documenti ufficiali d’epoca.
All’incanto
Tra le monete dell’incanto, articolato in duemila lotti caratterizzato da una buona presenza di medaglie napoleoniche, di banconote e di coni monetati dei Savoia,




