
Anche gli ex consiglieri sottolineano che l’Austria avrebbe dovuto esercitare autonomamente la propria funzione tutelare intervenendo a Roma: «Difendere gli interessi dell’Alto Adige»
Non si placano le polemiche sulla riforma del collegio Bolzano Bassa Atesina, che su proposta di Fratelli d’Italia andrebbe ristretto a quattro Comuni: Bolzano, Laives, Vadena e Bronzolo. Il portavoce per l’Alto Adige del partito di ultradestra austriaco Fpö, il parlamentare Christofer Ranzmaier, critica il Consiglio provinciale di Bolzano che ha bocciato due mozioni che respingevano la riforma e prevedevano il coinvolgimento di Vienna come tutrice per le questioni altoatesine. «Poiché al momento non è prevedibile che il governo austriaco intervenga di propria iniziativa», Ranzmaier consiglia ai sindaci dei comuni interessati di prendere essi stessi l’iniziativa. «I sindaci — dice — dovrebbero rivolgersi direttamente e in modo il più possibile compatto al cancelliere austriaco, alla ministra degli esteri e al Parlamento, allegando le delibere dei rispettivi consigli comunali. Se Vienna necessita evidentemente di un ulteriore impulso, questo deve giungere direttamente dai Comuni interessati».
Gli ex consiglieri Svp
Critiche al proprio partito arrivano anche dagli ex eletti della Svp. Attraverso una nota, il presidente del Club degli ex consiglieri della Svp, Franz Pahl, e il suo vice Hanspeter Munter,




