Ringhio capolista aspetta la squadra con cui è diventato grande e di cui è stato leader. Ma con alcuni suoi simboli ha avuto anche qualche storia tesa…
Giornalista
11 settembre – 11:36 – MILANO
Arrivò che era Braveheart, un centrocampista col cuore grande e un passato scozzese ai Rangers. Se ne andò piangendo, durante il riscaldamento dell’ultima partita contro il Novara, nella testa tutte le 468 partite giocate per il Milan. Rino Gattuso e il Milan si sono dati tutto, ed è bellissimo che la giocata simbolo della sua vita in rossonero sia una corsa a vuoto: lui che alla fine della finale di Champions 2003 parte dalla sua area per rincorrere una respinta e arriva dall’altra parte, quasi da Buffon, dopo 100 metri di sprint. La generosità. Gattuso ha amato molto il Milan ma, con quel carattere, ha anche litigato con alcuni milanisti. A poche ore da Lazio-Milan, lui capolista e Amorim due passi dietro, facciamo un viaggio nelle sue emozioni.
gli amici—
Gattuso al Milan è stato legato a tanti compagni, da grande uomo spogliatoio. Su tutti forse Andrea Pirlo, il suo




