di Francesca Gambarini
Molti governi si stanno muovendo per proporre leggi contro i cloni digitali. Il caso della Danimarca e l’«Elvis Presley Act» in Tennessee. La normativa in Europa e gli ultimi aggiornamenti in Cina
Giorgia Meloni ha scelto di tuelarsi, come aveva già fatto la cantante Taylor Swift. Ha così registrato il marchio vocale «Sono Giorgia Meloni», per evitare altri casi di clonazione e falsi generati in rete. La premier aveva già fatto ironia sui deepfake, contenuti generati o manipolati attraverso l’intelligenza artificiale, nel caso di alcune sue fote «ritoccate», qualche mese fa. Di fronte all’invasione di immagini e contenuti completamente irreali, generati dagli algoritmi, non è la sola a muoversi. I governi del mondo, in ordine sparso, stanno proponendo e votando leggi ad hoc che tutelino l’identità reale delle persone dai «ladri» di voce e volti. Vediamo a che punto siamo.
L’Italia
Nel nostro Paese non è un reato generare deepfake, ma è punibile penalmente chi causa un danno a seguito della loro creazione. Lo sansisce la Legge 132/2025, che ha introdotto il reato di diffusione illecita di contenuti generati o manipolati tramite Ai, con pene detentive da uno a 5 anni. Invece, è ancora in corso di




