
di Monica Ricci Sargentini
Cresciuti in una famiglia cristiana conservatrice della California, lui e Natalie non si parlano dalla morte del padre nel 2020
Capelli lunghi, T-shirt e berretto da baseball, la bandiera rosso-nera del Frente Sandinista sulle spalle. A giugno Preston Harp raccontava di pagare 60 dollari al mese per una stanza in Nicaragua e ringraziava la sanità pubblica per avergli curato gratuitamente una rotula fratturata. Sua sorella Natalie, tre anni più giovane, lavora invece al fianco di Donald Trump: è la «stampante umana» che gli procura gli articoli da leggere su carta, gestisce parte delle sue comunicazioni e lo segue quasi ovunque.
I due non si parlano dal 2020. Lei ha trasformato la devozione al presidente americano in un ruolo di potere alla Casa Bianca; lui si definisce «anti-imperialista» e difende con fervore Daniel Ortega e la moglie Rosario Murillo.
La sua vita nicaraguense è stata ricostruita dal sito indipendente Divergentes in un’inchiesta di Wilfredo Miranda Aburto, poi rilanciata da El País. Preston, 38 anni, vive dal 2023 nella zona di Masatepe, nel dipartimento di Masaya, una cinquantina di chilometri da Managua. Sui social si presenta come musicista, ricercatore, giornalista investigativo, «anti-imperialista e




