
di Antonella Frontani
La sorella di Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e la sua confessione più intima: «Sono nata per salvare il matrimonio dei miei genitori»
La sua carica vitale cambia l’aria della stanza in cui irrompe. Giuliana Cirio è travolgente e avvolgente nel contempo, fortemente empatica. Sorriso radioso, vivace, penetrante, anche se vagamente malinconico.
Brillante carriera nel mondo bancario, dal 2015 è direttore generale di Confindustria Cuneo, prima donna a ricoprire questo incarico nella storia dell’Unione Industriale
Molti i progetti che ha curato, tra cui il dossier per la candidatura della città di Alba a “Capitale della cultura d’impresa 2021”, ottenendo da Confindustria l’assegnazione del titolo e battendo la concorrenza.
E’ presidente della Fondazione Industriali per il lavoro buono, che grazie al contributo di 30 aziende cuneesi e il sostegno delle Fondazioni bancarie piemontesi, offre posti di lavoro alle persone fragili, soprattutto migranti, persone disabili, donne vittime di violenza e carcerati. E’ la sorella del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.
Qual è la sua storia personale? Partiamo dall’infanzia. Che bambina è stata?
«Una bimba piena di paure. Sono nata per salvare il matrimonio tra i miei genitori. Questa condizione ha generato in me una sensazione di insicurezza




