
di Simone Canettieri
La nuova co-conduttrice: «Il faccendiere non ha mai influenzato i servizi»
Claudia Di Pasquale, lei è un’inviata di Report dal 2011 con 55 inchieste su economia, migranti, consumatori, carceri, olimpiadi invernali ma anche politica. Sigfrido Ranucci ha commentato la sua nomina a co-conduttrice della trasmissione dicendo che lei «gli è molto fedele». Si riconosce in questa definizione?
«Con Sigfrido ho sempre avuto un buon rapporto e ho lavorato 15 anni con la massima autonomia, ma io sono fedele a Report: alla sua squadra, a un’idea di giornalismo libero, indipendente e rigoroso».
Dopo la vicenda Lavitola-Ranucci Report vuole e deve voltare pagina?
«Sì, non vogliamo più essere la notizia, ma fare notizie. Oggi la nostra priorità è tutelare il programma, la sua storia e la sua squadra. E impedirne la normalizzazione».
Il marchio della trasmissione esce molto ammaccato da questa inchiesta: come pensa di risollevarlo?
«Veniamo da una campagna martellante con l’intento di togliere autorevolezza a Report: non sarà facile, ma ne usciremo ancora più forti. Parleranno le nostre inchieste».
La campagna martellante di cui parla è frutto di un peccato originale: l’«amicizia fraterna» tra Ranucci e Lavitola, ciò che ne è scaturito e i dubbi




