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Centrodestra e centrosinistra, le insidie parallele di due fronti in affanno

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di Massimo Franco

La regressione che le parole d’ordine di Vannacci producono è confermata dalla lite a colpi di insulti a Reggio Calabria per le elezioni suppletive

Le limature risolutive che il Quirinale ha suggerito sono state più o meno tutte accettate. Il decreto rimane un testo controverso che per il governo ha un valore anche e soprattutto simbolico, in vista dell’applicazione nelle scuole. Il problema era di evitare norme che fossero manifestamente incostituzionali, sebbene non si escluda un intervento successivo della Consulta su alcuni punti; e di affermare un principio che permetta alla destra di presentarsi come garante dell’identità nazionale nelle scuole contro una temuta deriva islamica. Il messaggio ha di certo una valenza elettorale. Va iscritto nella competizione a distanza con Futuro nazionale, la formazione estremista dell’europarlamentare Roberto Vannacci. I suoi seguaci cercano di provocare Palazzo Chigi sostenendo che Giorgia Meloni non ha più il monopolio della destra. 

Il problema è di quale tipo di destra si parla. Anche per questo, si è aperta nella maggioranza la discussione se sia più opportuno inseguire Vannacci o marcare le distanze dal suo estremismo anti-Ue e anti-Ucraina: un atteggiamento che lo rende gradito alla propaganda russa. La regressione

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