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Catarratto tra storia e futuro: la Sicilia riscopre il suo vitigno simbolo

Partire dall’identità prima che dai numeri. Recuperare il carattere ancor prima delle percentuali. Raccogliere una sfida che travalica il tempo, i mercati e i chilometri, con la consapevolezza di quanta storia, tradizione, territorio si celino in essa. E soprattutto, dare nuovo vigore a un vitigno simbolo stesso della Sicilia enoica. Sono alcuni degli ingredienti base e, appunto, identitari della prima edizione della “Festa del Catarratto”, ideata e organizzata, il 6 e 7 giugno scorsi, dall’Arca, Associazione Regionale del Catarratto Autentico.

Catarratto tra storia e futuro: la Sicilia riscopre il suo vitigno simbolo

A Santa Cristina Gela si è tenuta la prima “Festa del Catarratto” Il territorio tra confine e identità

Lo scenario è una terra di confine nell’Isola più grande del Mediterraneo, tra province che si incrociano come sogni migratori, campagne e colline che si incastonano in albe e tramonti da fiaba, ma che non dimenticano la concretezza di mani sporche di terra, il peso del sudore dei contadini e la fede nel lavoro dell’uomo. Santa Cristina Gela, nel Palermitano, è stato il Comune quartier generale della Festa, che però ha toccato anche e proprio quei confini, assaggiato quei tramonti e, soprattutto, riscoperto quei valori enologici fondamentali per raccontare questa storia affascinante. La riscoperta, infatti, è partita da Marsala, nel Trapanese, con

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