
di Antonella Baccaro
L’ipotesi di affiancare Mottola e Valesini a Ranucci (poi smentita). Ma i dissensi restano
Per capire cosa stia davvero succedendo nella redazione di Report, e se sia in corso un «ammutinamento» contro Sigfrido Ranucci, bisogna conoscere i meccanismi di una redazione di 12 giornalisti assunti e una cinquantina di esterni, che qualcuno chiama «l’Isola delle rose». Un unicum nella «direzione Approfondimento», dotato di proprie regole, come la repubblica autonoma proclamata nel 1968 su una piattaforma nell’Adriatico.
Una redazione guidata da un caporedattore, Ranucci, che è anche vicedirettore, e dunque controllore di se stesso. Fino a quando la Rai meloniana non ha nominato un capostruttura che gestisse almeno la parte amministrativa (spese e trasferte): per Ranucci un vulnus per la riservatezza delle inchieste. Anomala è anche la situazione per cui, Report, a differenza delle altre trasmissioni dell’Approfondimento, non ha un proprio organo sindacale che possa confrontarsi con Ranucci o la Rai, convocando un’assemblea o facendo un comunicato. E questo spiega alcuni dei fatti degli ultimi giorni.
Tutto inizia il 16 luglio, quando la redazione si riunisce per la prima volta dopo che Valter Lavitola viene indagato con l’ipotesi di essere il mandante dell’attentato




