di Federico Fubini
L’Fsb ha conquistato un potere senza precedenti. Il giornalista Andrei Soldatov, su cui grava un mandato di cattura russo, spiega perché Putin dipende sempre più dai servizi
(Questo articolo è stato tratto dalla newsletter Whetever it takes ad opera di Federico Fubini. Per iscriversi clicca qui)
La prima perquisizione della sua scrivania, ad opera dei servizi segreti di Mosca, Andrei Soldatov l’ha subita nel novembre del 2002. Lui aveva 27 anni e Vladimir Putin era presidente da meno di due. A innervosire il Cremlino allora era un articolo che Soldatov stava per pubblicare sul cruento assalto delle forze speciali al teatro della Dubrovka, per liberare gli ostaggi di un commando ceceno. Da quel momento, a causa del suo lavoro di giornalista investigativo, Soldatov sarebbe stato interrogato a Lefortovo, le carceri sotto il controllo del servizio segreto russo Fsb, almeno altre quattro volte. Proprio dell’Fsb, erede del Kgb di epoca sovietica, Soldatov è uno dei massimi specialisti viventi. Il suo libro del 2012 «The New Nobility: The Restoration of Russia’s Security State and the Enduring Legacy of the KGB» (PublicAffairs), scritto con Irina Borogan, è stato un bestseller internazionale e un caso editoriale in Russia stessa. La




