
L’ex bianconero e Inter sull’iniziativa degli ultras durante il minuto di silenzio per la scomparsa della bandiera nerazzurra: “Il rispetto va insegnato”
Spalle al campo e l’oltraggio è compiuto: così dentro al minuto di silenzio per ricordare Sandro Mazzola che non c’è più con una curva, quella del tifo bianconero, inaspettatamente in ostaggio della follia.
In quel momento tra i pensieri di Marco Tardelli quale ha avuto il sopravvento?
“Faccio fatica ad accettare ciò che è accaduto… abbiamo toccato uno dei punti più bassi mai toccati”.
Un punto di non ritorno…
“Difficile dare una spiegazione ai fatti di domenica. O, meglio, l’unica mi porta a dire che all’ignoranza non c’è mai fine: la voglia di conoscere o la curiosità non trovano più posto»”.
Nel nostro mondo serve parlare anche di storia, del passato, dell’esempio di uomini come Mazzola”
Ci si nasconde dietro alla bandiera e il nemico è chi ti sta davanti: tutto da rifare.
“Il rispetto va insegnato, nel calcio è compito dei settori giovanili, delle società dove i più piccoli cominciano a toccare il pallone: non tutti vanno avanti, ma tutti rimangono tifosi delle proprie squadre e molti saranno gli spettatori




