
di Paola Di Caro
Il senatore: «Dobbiamo schierarci tutti, senza eccezioni»
Un problema deve preoccupare tutto il mondo: quello di «una nuova violenza politica» che avevamo dimenticato negli anni e che sta emergendo in forme sempre più nuove, contro la quale «tutti, senza eccezioni dovremmo schierarci». E, dice Pier Ferdinando Casini, esistono due ambiti dove non ci si può dare battaglia a prescindere: uno è quello dei punti fermi della nostra politica estera, che andrebbero condivisi. L’altro è tutto interno: le regole del gioco, come la legge elettorale, devono «essere condivise da entrambe le parti, maggioranza e opposizione».
Veniamo al primo timore.
«L’attentato a Donald Trump evidenzia un tasso di violenza politica altissima negli Usa ed è la punta dell’iceberg di un clima diffuso anche in tutti i Paesi occidentali, che si ritenevano storicamente immunizzati dalla violenza politica. Se pensiamo a Shinzo Abe in Giappone, dal giorno dopo è stata una catena di attentati a politici».
In Italia non si sono raggiunte certe vette.
«Fortunatamente no, ma assistiamo a gravi manifestazioni di odio e intolleranza come bruciare le immagini di Meloni, Schlein, o i messaggi di morte sui social a chiunque, al di là delle posizioni».
Va detto che Trump ha esasperato



