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Carabinieri torturano un uomo sul diario di scuola dei secessionisti altoatesini, in procura le immagini fatte con l’Ai. «Questa non è liberta d’espressione»

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di Chiara Currò Dossi

Il diario, pubblicato dal partito Süd-Tiroler Freiheit, finito sotto la lente. Il leader Knoll: «Iniziativa politica». Il caso destinato ad arrivare anche in Parlamento. Il deputato Urzì (FdI): «Propaganda che nuoce alle istituzioni»

«Urla nella notte. I carabinieri torturano i combattenti per la libertà dell’Alto Adige. Violazione della dignità umana». È il titolo della rubrica, con tanto di immagini generate con l’intelligenza artificiale (Ai), che compare nell’edizione 2026-2026 del «Tiroler Merkheft», il diario scolastico che Süd-Tiroler Freiheit distribuisce gratuitamente da diciassette anni. E che quest’anno è finito sotto la lente di carabinieri e questura che hanno presentato, in Procura, due distinte informative per fatti non costituenti reato.

Gli attentati degli anni Sessanta

Parole nell’antico dialetto tirolese, leggende, ricette, canzoni popolari, una cartina del Tirolo storico, da Riva del Garda a Kufstein. È un’edizione ricca di approfondimenti quella del «Tiroler Merkheft» di quest’anno. Dopo quella 2024-2025 dedicata a Sepp Kerschbaumer, il fondatore del Befreiungsausschuss Südtirol (Bas), il Comitato per la liberazione del Sudtirolo, quella di quest’anno torna con un focus sul periodo più complicato della storia recente dell’Alto Adige, gli anni Sessanta, caratterizzato dagli attentati dei separatisti ai quali lo Stato italiano rispose col pugno

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