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Cane con la rabbia, l’appello di Burioni e dei veterinari per le vaccinazioni

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di Alessandro Sala

Il virologo: «Da pazzi incoscienti importare illegalmente un cucciolo, poi risultato infetto». I medici: «Non adottate animali in zone in cui la malattia è endemica»

Il caso del cane con la rabbia arrivato dal Marocco e giunto fino in Veneto, subito preso in carico dalle autorità sanitarie locali, continua a fare discutere. Nei giorni scorsi una dura presa di posizione è arrivata dal virolgo Roberto Burioni, che sui suoi canali social ha preso duramente posizione contro la decisione di portare in Italia, nascosto in un camper, un cucciolo. Il cane si è poi scoperto avere, appunto, la rabbia, una grave patologia che in Italia è stata debellata e considerata non presente nel Paese solo dal 2014 e solo dopo enormi sforzi. E disattenzioni come queste, peraltro deliberate, quegli sforzi rischiano poi di vanificare. 

Il cane è morto dopo avere morso la donna con cui viveva in una frazione di Vittorio Veneto, cittadina che fino a pochi giorni fa era nota, in positivo, soprattutto per la battaglia combattuta e vinta dall’esercito italiano nella prima guerra mondiale. «La situazione – sottolinea Burioni -, già molto pericolosa a causa di questi pazzi che hanno riportato illegalmente in Italia

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